Unione dei corpi dei vigili del fuoco volontari

del distretto di Riva del Garda

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Comunicato nr.

05/2011

 

23 ottobre 2011

 

 

 

 

 

Manovra di incendio boschivo 2011

 

 

 

 

 

50 vigili coinvolti nei boschi di San Giovanni al Monte

 

 

 

 

 

Daniele Zanoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

50 vigili tra cui 3 vigilesse svegliati ancora prima che il sole sorgesse, 2 minibotti, 2 minibotti da incendio boschivo, un vascone da 17 mila litri, altri due da 6 mila, due pompe Ziegler da 16 bar con portata da 800 litri/minuto per alimentare una condotta momentanea lunga un chilometro e mezzo, due carrelli da incendio boschivo, un camion con gru, un trattore con cisterna da 4 mila litri, jeep fuoristrada di supporto e niente fumo ne fiamme ma solo simulazione.

E’ questo il riassunto della manovra distrettuale di incendio boschivo che si è tenuta oggi nei boschi di San Giovanni al monte sopra il comune di Arco e coordinata dall’ispettore Niko Posenato, dal suo vice Denis Santoni e dal comandante di Arco Michele Alberti.

Ma andiamo con ordine. La segnalazione arriva al corpo di Arco poco prima delle 7 del mattino, una persona dall’abitato di Arco nota delle fiamme sul versante preso da scenario. Subito parte una squadra del corpo di Arco per un sopraluogo e per la prima opera di spegnimento. Giunti sul posto si capisce che l’incendio potrebbe allargarsi, vengono quindi attivati altri corpi (tutti in questo caso) del distretto e fatti partire altri mezzi.

I mezzi arrivano alla spicciolata date le diverse distanze delle caserme, subito si mandano le minibotti a proteggere le molte case che vengono lambite dal limite dell’incendio boschivo, si deve anche pensare a come rifornire di acqua questi mezzi. Nel frattempo si predispone una piazzola per l’elicottero e un vascone dal quale possa pescare l’acqua con la benna “Bambi Bucket”, si comincia a stendere una manichetta da 70 mm lunga un chilometro e mezzo per rifornire il punto di pescaggio dell’elicottero, si mette in piedi una catena di motopompe per riuscire a superare il forte dislivello, perché si deve scegliere se prediligere la portata o il supero del dislivello, in questo caso si sceglie di avere tanta acqua e quindi si opta per due pompe in serie, è da pensare che un volo di elicottero scarica al suolo fino a mille litri d’acqua.

Alle 11.30 si riesce a bonificare la zona dopo aver spento anche gli ultimi focolai sotto la supervisione del personale della locale stazione forestale. Anche in questo caso il sistema di telecomunicazioni Tetra è riuscito a supportare le operazioni anche riuscendo a mettere in comunicazione vigili del fuoco e forestali, cosa fino a poco tempo fa praticamente impossibile se non via telefono.

Per il de briefing ci si porta a baita Cargoni dove uno ad uno escono i punti di forza ed anche i punti sui quali si deve lavorare per migliorare l’attività. Durante questo momento l’ispettore della stazione forestale di Riva del Garda Ezio Berteotti espone come i vigili del fuoco è meglio si muovano nel bosco per non “contaminare” le zone di innesco o le tracce nel caso di un incendio doloso ed agevolare il loro lavoro di investigazione.

Al termine pranzo cucinato dal gruppo Nuvola di Arco alla casa della Sat di Baita Cargoni.

 

Allegati:

 

 

 

Foto 1   -   Foto 2   -   Foto 3   -   Foto 4

 

L’articolo del giornale “l’Adige”     (…e l’articolo di domenica)

 

L’articolo del giornale “Trentino”

 

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