Unione dei corpi dei vigili del fuoco volontari

del distretto di Riva del Garda

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informazioni sull’organizzazione del distretto di Riva d/G

 

 

 

 

 

 

Comunicato nr.

03/2011

 

15 settembre 2011

 

 

 

 

 

Manovra SAF distrettuale

 

 

 

 

 

Per mettere in pratica sul campo il brevetto di SAF 1A

 

 

 

 

 

Daniele Zanoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il corso, tenuto dalla scuola provinciale antincendi, si è svolto a livello distrettuale presso la caserma di Riva del Garda e si è concluso il 7 maggio con le prove teoriche e pratiche finali. Prove che hanno decretato un’altissima percentuale di superamento da parte dei vigili del distretto di Riva, provenienti dai corpi di Arco, Concei, Dro, Molina di Ledro e Riva del Garda.

Durante l’estate si pensava di organizzare lai simulazione di un intervento che coinvolgesse tutti i vigili di questo corso e che ipotizzasse un recupero in corda. Poi con vari scambi di idee si è arrivati a definire la simulazione che racconterò in questo articolo.

Come ambiente si è utilizzato quello di un cantiere edile ad Arco messo gentilmente a disposizione dall’impresa costruzioni Santoni di Dro.

Si è simulato che durante un’operazione sul braccio della gru a torre da 25 metri d’altezza un operaio fosse scivolato e restato sospeso 5 metri sotto il braccio e legato al cavo di sicurezza. Un rapido sopralluogo al cantiere faceva capire subito che non si sarebbe potuta utilizzare l’autoscala o altra piattaforma aerea in quanto lo sbraccio non sarebbe stato sufficiente a raggiungere l’operaio.

Si è quindi optato per una discesa in corda del soccorritore direttamente dal braccio della gru.

Prima di tutto gli operatori (in questo caso erano 4) indossano l’imbracatura completa, poi si deve portare in quota tutta l’attrezzatura di cui si ha bisogno per questa operazione.

Una volta arrivati in cima ci si assicura al cordino di sicurezza o al traliccio del braccio della gru per lavorare in sicurezza. Si preparano gli ancoraggi (più di uno, per sicurezza!) ed una volta pronti si cala l’operatore fino a raggiungere la quota dell’operaio da soccorrere.

Una volta raggiunto lo si imbraca con il triangolo d’evacuazione in quanto il proprio imbraco da lavoro potrebbe aver subito qualche lacerazione dovuta alla caduta appena subita e non resistere ulteriormente.

Fatto tutto questo si è pronti per l’ulteriore calata del soccorritore e del soccorso assieme fino al terreno dove lo si lascerà alle cure dei sanitari.

Questa manovra è stata organizzata da parte del comandante Michele Alberti del corpo di Arco e dal vicecomandante Marco Menegatti del corpo di Riva del Garda.

 

 

 

Allegati:

 

 

 

Foto 1   -   Foto 2   -   Foto 3   -   Foto 4   -   Foto 5

 

L’articolo del quotidiano “l’Adige”

 

L’articolo del quotidiano “Trentino”